Sbandato
al vento ondeggio di qua e di là in balìa dei miei pensieri asciutti e
distratti che non vogliono raccogliersi
e non voglio raccogliermi in una ciocca ordinata che odora di grasso,
infiocchettata di rosa, falsamente pulita.
Sono un capello al vento, un capello ribelle, che ama sentire il calore del
sole sulla sua pelle. Un sole non filtrato da nuvole di false apparenze.
Sono un capello, un
capello al vento… Solo sciolto, son contento.
| CAPELLOALVENTO | ||||||||||||||
| Capello al vento, nuvole d'argento... di poco m'accontento! | ||||||||||||||
Postato da: capelloalvento
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13:25 |
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affari di famiglia... Un viaggio nella mia storia... Sono al paesello a casa dei miei, una casa che non riesco a sentire mia, dopo il trasloco di due anni fa l'ho vissuta pochissimo... Appartiene più al gatto che a me... Non ho spazi miei, oltre la mia camera, da riordinare e riorganizzare per mia nonna; non ho il mio pc; i miei libri sono sparsi tra scaffali e scatole assemblate nel sottoscale... Devo sopportare gli agguarti di quella "povera bestiolina" che sente invaso il suo territorio (e sono piena di raspichi...), devo rispettare gli orari per il pranzo e la cena (pranzo alle 12... che stranezza avere fame alle 16 e non attendere la cena, alle 18!!! Ma come si fa, poi, a non aver fame prima di andare a letto? Mica vado a dormire con le galline io!!!!) Cerco di riordinare fogli sparsi, pensieri e poesie, temi e disegno... una visita attesa a quella bambina che piangeva in silenzio e si sentiva grassa e brutta e stupida... ed ha conservato per me un archivio ricco di preziose scartoffie. Un viaggio nella mia storia... A ricercare gli incroci obbligati e quelli in cui ho deciso di non seguire i segnali prestabiliti, così da arrivare dove sono ora, grassa davvero, brutta davvero, ma con il viso che sorride nelle fotografie di un viaggio che mi ha riportato alla scoperta di nuovi legami e di una nuova me! Postato da: capelloalvento
alle
19:32 |
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Oggi non ricorre nessuna data particolare, ma qualche giorno fa, il 24 febbraio, qualcosa mi frullava nella mente, qualcosa che no n riuscivo ad afferrare, come se fosse un giorno importante, un compleanno… Poi ho ricevuto questa mail, letta in ritardo: |
365 giorni |
ed ho capito, ho ricordato: era l’ANNIVERSARIO DELLA MIA LAUREA!!!! Domani invece ricorreranno due compleanni importantissimi, lo appunto di già, per non dimenticarmene o per non lasciarli passare così per mancanza di tempo:
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1) Il mio BLOG compie 2 anni!!!! Due anni fa ho scoperto dentro di me Capelloalvento, che con questo blog è uscito fuori, ha mosso i primi passi ed ha conosciuto altri capelli fantastici!!! Grazie a tutti quanti sono passati di qua e lo hanno fatto crescere!!!!! 2) Pallina compie 13 anni!!!!! Quando è atrivata era un’affarina minuscola, vivace e zampettante e sempre sorridente… qualche volta piange, però, come l’ultima volta che è stata qui, poco prima di partire, e come in ogni addio non ha voluto salutarmi con i suoi bacetti… Mi manca quando entro in casa e non c’è la sua cuccia... Questa è Pallina con il suo cappottino nuovo, vicino a Ciccionéno, che, come dice mia nonna, è diventato "Un Tigro":
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Tu comunichi a versi Leggo e sento spesso affermare che bisogna dire “ti voglio bene” alle persone che amiamo. Solo da poco ho imparato, e qualche volta lo scrivo, ma non mi riesce proprio di dirlo o scriverlo ai miei genitori (solo al pensiero me viè l’ansia!) e se loro lo dicessero a me risponderei: “Che ve sete bevuti?” Il mio ex2 mi disse un giorno, all’inizio della nostra storia: “Tu comunichi con i versi!”. Ecco, è vero, nella mia famiglia non c’è bisogno di dire con le parole: abbiamo un linguaggio di comunicazione non verbale che parla molto di più. Ora che ne sono cosciente, sono più tranquilla. Il problema sorge quando sto con altre persone: lo capisci tu che vor dì pe me sto sguardo? Ma perché m’ho da fa tutte ste paranoie n’vece de preparamme la cena che ci ho ‘na fame che ‘n ce vedo?
O sto gesto?
O sto verso?
E come fo io a capì chi mme vo bbene se l’artri nun cianno lo stesso linguaggio?
Notizie dall'India
"Gent.ma Emilia P., la ringraziamo per averci contattato. Il villaggio con il quale lei ha attivato l'adozione a distanza 1/96, non è
stato colpito dal maremoto, mentre il villaggio del progetto 1/51 che si trova Kondugallur è stato spazzato via. Per fortuna non si segnalano morti, ma moltissimi abitanti sono accampati in una scuola perchè hanno perso tutto. Il missionario indiano, responsabile di questo ultimo progetto ci ha chiesto aiuto.
Chiediamo alle persone sensibili di farsi promotrici presso gli amici e conoscenti, per attivare adozioni in quella zona già molto povera e bisognosa.
Cogliamo l'occasione per ringraziarla della sua sensibilità e generosità e le inviamo auguri per un sereno e felice anno nuovo, Zoe volontaria di italia Solidale."
Tre giorni fa... Natale.
L'ho atteso come sempre, con una punta di speranza, ben sapendo che mai sarà come una volta. E infatti non lo è stato.
Ma lo aspetto sempre come allora, come quando aprire i pacchetti era tanto emozionante perché c'erano dei pacchetti e cosa ci fosse dentro non era importante.
Era emozionante per le scatolette di monetine per giocare che mia nonna preparava, ognuna con il nome di uno dei 5 nipoti.
Era divertente perché mio nonno faceva finta di vincere e ci dava le mance di nascosto. Era caldo e allegro il Natale.
Ora resta poco, solo una vaga sensazione di famiglia, che si riunisce solo la sera del 24 e nessuno ci rinuncia perché il legame a quel tipo di Natale è ancora forte.
Non ci sono più i pacchetti e quest'anno neanche le mance: ci siamo autotassati per regalare alla nonna il girocollo che sognava da tanto. Non ci sono più le scatolette di monetine ché con i centesimi mia nonna non ci capisce un granché.
Non c'è mio nonno. Non c'è da 8 anni. E, chissà com'è, è da 8 anni che il Natale non è più lo stesso.
Il Natale è passato, quest'anno, senza troppi rumori, lasciando il sapore scialbo d'un torrone che non è più quello di una volta.
Eppure, nessuno, in famiglia, ci rinuncia. Questo rende ancora bello il mio Natale.